I DUE “VOLTI” DELLA CAMPANIA

La Campania fin dalle prime luci della storia ha due "volti". Quello greco, rivolto verso il mare, che riesprime con
maturità e talvolta con finezza ogni precedente apporto dal mondo mediterraneo. E quello indigeno, rivolto verso i
monti, dai tratti marcati profondamente dall’apporto etrusco. I Sanniti discesi dalle montagne dell’Appennino sullo
scorcio del V secolo avanti Cristo sconvolgono questo assetto, costituendo una prima omogenea unità etnica dai
monti al mare, che esclude la sola Neapolis. Fino agli inizi del I secolo a.C. – quando un esercito romano comandato
da Silla schiaccia spietatamente ogni opposizione – tale omogeneità resta sostanzialmente compatta, malgrado le
guerre sannitiche nel IV secolo, le incursioni di Annibale sullo scorcio del III secolo, gli interventi di natura politica di
Roma con la costituzione di colonie tutt’intorno al territorio dei Sanniti dal IV secolo in poi. Questa omogeneità che si
può definire "italica" si esprime nell’organizzazione politica dei centri urbani, nei tipi dell’edilizia pubblica e privata,
nei modi dell’espressione artistica. Un’analoga situazione in Lucania, dove altre tribù italiche nel IV secolo dilagano
dai monti al mare impadronendosi della greca Poseidonia (Paestum).
Mentre le espressioni della grecità – particolarmente della grecità ellenistica – sono facilmente riscontrabili un pò
ovunque, ad esempio con teatri perfettamente conservati e tuttora usati per manifestazioni non solo classiche, è più
difficile trovare esempi di "italicità", che si esprimono per lo più in cinte fortificate in luoghi scarsamente accessibili,
dai quali gli Italici invasero la pianura.
Per l’arte greca o di influenza greca un esempio quasi simbolico è la cosiddetta "Tomba del tuffatore", dipinta anche
nella lastra di copertura, trovata fuori Paestum. Per quella italica la serie delle "Matres" al Museo Campano di Capua
rappresentano esempi straordinari di un’arte lontanissima dall’iconografia classica, affine ad esempi di espressioni
primitive di aree lontanissime, non escluse l’Africa e l’America precolombiana.
 
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Informazioni su italulyxes

Sono un archeologo italiano che ha fatto importanti scoperte soprattutto a Ercolano, con l'aiuto della National Geographic Society. Se n'è trattato nei principali "media" del mondo. Ho guidato Mostre di Pompei in molti paesi europei e negli Stati Uniti.
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5 risposte a I DUE “VOLTI” DELLA CAMPANIA

  1. marianna ha detto:

    Mi rendo conto che noi giovani d\’oggi non conosciamo proprio nulla della nostra Italia e delle meraviglie che possiede!!!
    Grazie Giuseppe che ci metti a conoscienza di tutto ciò!!!
    Un abbraccio

  2. GIUSEPPE ha detto:

    Grazie a te, Marianna. Noto che mi segui e mi fa davvero piacere!

  3. marianna ha detto:

    Ti ammiro molto!!
    Mi scuso pr l\’errore  che ho commesso ma scrivendo velocemente non me ne sono accorta!!!
    Non è da me fare tali errori!!
    Bacio

  4. Angelo ha detto:

    We Magister! Come al solito le foto sono eccezionali!! Ad eccezione delle 2 mura, gli altri reperti stanno tutti a Capua?

  5. GIUSEPPE ha detto:

    Solo le "Matres" o meglio quelle che restano di una grande spoliazione e dispersione quando non esistevano ancora leggi di tutela. Ma vale la pena andarle a vedere! La pittura dalla "Tomba del tuffatore" – che dovresti conoscere perché ne parlo in un libro che ti ho regalato – sta al Museo di Paestum. L\’altra al Museo di Napoli. Il modellino dovrebbe stare al Museo di Pontecagnano, recentemente ampliato e aperto al pubblico.
    I Musei di Capua e di Pontecagnano meritano davvero una visita!

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