QUASIMODO A ERCOLANO

Nel libro "Archeologia e ricordi" parlo del mio incontro con Quasimodo a Ercolano. In realtà mi avevano
presentato al premio Nobel la sera precedente all’incontro a Ercolano. L’editore per cui lavoravo, Alberto
Marotta, mi aveva pregato di accompagnarlo. Eravamo al Circolo della Stampa a Napoli, dove era venuto
a tenere una conferenza. Era in compagnia di una splendida ragazza di 25 anni, Annamaria Angioletti,
giovane poetessa persa di lui. All’inizio non mi risultò simpatico. Basso, quasi calvo, con vistosi baffetti
neri forse tinti, aveva parlato – nell’assoluto silenzio – come un vate: scandendo e pesando le parole. Mi
aveva dato l’impressione che recitasse il suo personaggio.
A Ercolano fu completamente diverso. Autodidatta, aveva studiato da sé le lingue classiche. Si sapeva
che aveva lavorato al Genio Civile. Ciò gli dava il vantaggio di riconoscere subito le sopraelevazioni, gli
accorpamenti, i frazionamenti di antiche dimore patrizie capitate in mani mercantili che le avevano
stravolte. Quasi tutte avevano l’atrio col tetto "compluviato" per raccogliere l’acqua in capaci cisterne,
conservando all’esterno minuscole grate, perché la vita delle famiglie si svolgeva prevalentemente dentro
le case. Ma c’erano anche le abitazioni per più famiglie, dove l’atrio era stato sostituito dal cortile che dava
luce a più condòmini, un’innovazione resistita fino ai giorni nostri. E poi erano apparse le case costruite a
tre e quattro piani, per cui Ercolano era come un manuale di architettura antica.
Quasimodo ascoltava, faceva obiezioni, poneva domande a raffica. Era così entusiasta che volle salire
anche sul Vesuvio. Ponendo a rischio il suo cuore che di lì a poco sarebbe scoppiato…
 
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Informazioni su italulyxes

Sono un archeologo italiano che ha fatto importanti scoperte soprattutto a Ercolano, con l'aiuto della National Geographic Society. Se n'è trattato nei principali "media" del mondo. Ho guidato Mostre di Pompei in molti paesi europei e negli Stati Uniti.
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3 risposte a QUASIMODO A ERCOLANO

  1. GIUSEPPE ha detto:

    Ho dimenticato di precisare che l\’incontro si svolse all\’inizio nella primavera del 1966. Lavoravo con diverse case editrici per arrotondare il magro stipendio alla
    Soprintendenza. Alberto Marotta, figlio di ferroviere come Quasimodo, come lui morì d\’infarto ancora molto giovane. Quando ho incontrato Quasimodo aveva
    65 anni. La bella Annamaria Angioletti, riconoscibile a destra nella foto al Circolo della Stampa, dopo la fine di Quasimodo scrisse un libro di ricordi: "E fu subito
    sera", con chiara allusione al verso più famoso di Quasimodo.
    Altri particolari sul nostro incontro, nel quale parlò in modo spregiudicato di letteratura italiana, sono nel libro "Archeologia e ricordi", edito nel 2003 da Tullio
    Pironti.

  2. Bruno ha detto:

    "Archeologia e ricordi" è una specie di Bibbia a quanto vedo..c\’è di tutto ..e di più..

  3. GIUSEPPE ha detto:

    Sfotti pure, ma è proprio così! Credo, oltre tutto, che sia un libro di piacevole lettura. Mi farai sapere…

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